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Organo della Parrocchiale di S. M. Assunta e S. Pietro Apostolo
in Vilminore di Scalve

Lo strumento è collocato in posizione rialzata, su cantoria in cornu epistolae nella zona dell’altare maggiore.

La cassa è di autore ignoto, databile nella prima metà del ‘700, posizionata a ridosso della parete, è ricchissima di intagli e fregi, è realizzata con legnami di abete e larice, ed è rifinita con tinte a stucco e dorature.
Dalla parte opposta, cioè in cornu evangeli, vi è una controfacciata identica, differenziata soltanto dalla scultura della cimasa, la quale raffigura da un lato un angelo che suona la tromba e dall’altro un angelo con la cetra.

La facciata si compone di 25 canne appartenenti al principale di 8 piedi bassi, di cui 20 suonanti, 4 mute (prive di anima); sono disposte in 7 campi distinti con 5 canne ciascuno, le bocche sono allineate con mitria alta e profilata; appartengono tutte all’organo Cesare Bolognini 1741.

La consolle è a finestra e si compone di una tastiera di 54 tasti (Do1 – Fa5), le coperture sono in osso per i tasti diatonici, di noce con copertina d’ebano per quelli cromatici. La prima ottava è distesa meccanicamente quindi mancante dei primi 4 diesis.

La tastiera si può con certezza attribuire all’ultimo importante ampliamento cioè quello operato dagli organari Angelo e Aurelio Bossi di Bergamo 1845/46.

La pedaliera è stata ricostruita in quanto non più originale. Il modello utilizzato è stato, con i dovuti adattamenti quello dell’organo Felice Bossi 1842 del Duomo di Bergamo. E’ di tipo a leggio ed è costruita in legno di noce scuro con estensione Do1 – Re#2 e due tasti accessori per timballone e terzamano per un totale di 18 pedali.

La cartella dei registri è attribuibile all’intervento del 1819 di Giovanni e Francesco Bossi,
Nella finestra della consolle trovano inoltre posto la staffa del tiratutti ripieno, la combinazione libera e il pedalone (ricostruito) della banda militare.

La manticeria dell’organo di Vilminore è posta in una apposita stanza sul corridoio di accesso all’organo ed è collegata da due lunghi canali portavento.

Si compone di cinque grossi mantici a cuneo.

L’organo di Vilminore oltre al grande somiere principale, realizzato dagli organari Giovanni e Francesco Bossi nel 1819, consta di altri 5 somieri ausiliari.
L’attuale disposizione fonica dell’organo è quella “modificata” degli organari Angelo e Aurelio Bossi del 1845 e si rileva dalle scritte verticali e orizzontali sull’asse della controcatenacciatura.


Canne

Tutte le canne di metallo, di cui segue una dettagliata schedatura, sono state oggetto di particolari attenzioni. Come sarà modo vedere, sono il risultato di una stratificazione storica sorprendentemente giunta fino a noi pressochè integra.
Il nucleo più antico si può attribuire agli Antegnati, si tratta di 253 canne comprendenti: una piccola facciata di stagno di 15 canne di cui la maggiore è il- LA- di otto piedi, un flauto in duodecima completo (45canne), una ottava e una quintadecima quasi complete, e parte dei registri di decimanona vigesimaseconda, vigesimasesta e vigesimanona, tutti questi registri sono realizzati con spesse lastre di piombo martellato.
Queste canne, dovrebbero provenire dall'antico organo della chiesa di S. Francesco in Bergamo, di cui si fa menzione nel catalogo,"Arte organica", degli organi costruiti dalla casa Antegnati .
Nell'archivio parrocchiale di Vilminore, si trova l'atto di compravendita del suddetto organo
frà i Reverendi padri del convento di S.Francesco e il Signor Ascanio Albrici di Vilminore datato 1595.
Essendo questo organo definito veccho nell'anno 1595, si può ipotizzarne la datazione all'incirca intorno alla metà del 1500.

Le preziosissime canne attribuite all' Antegnati, sono state nei secoli continuamente riadattate e tenute in considerazione da grandi organari quali Cesare Bolognini e gli illustri nomi della dinastia Bossi. Il nucleo più antico è omogeneamente molto diverso da tutto il resto, viste le tecniche costruttive del '500. La grandezza degli organari che successivamente si poterono esprimere, sembra essere quella di aver trovato un equilibrio fonico, un'armonia fra passato e presente, fra quello che con il passare degli anni diventava sempre più antico, e la loro creatività di uomini del proprio tempo.
Questi interventi hanno portato l'organo di Vilminore ad avere un nucleo antico, saldamente compenetrato alle altre tre "fasi creative".

La prima di queste "fasi", si può con certezza attribuire all'organaro Bresciano Rev. D. Cesare Bolognini di Lumezzane, il quale, dopo l'edificazione della nuova Chiesa Parrocchiale, nell'anno 1704, rimontò l'organo della veccha chiesa di S. Maria così come era, con la sola aggiunta del registro fiffaro soprani. Successivamente, nell'anno 1741, costruì un nuovo organo molto più grande, sempre integrando le vecchie canne.
Oltre quindi alle canne cinquecentesche, attualmente di questo organo rimangono: il principale 8' bassi e soprani (DO-1-MI-29 in facciata), i registri di duodecima, buona parte delle file di ripieno, il principale di sedici bassi in legno e la voce umana.
(fiffaro1704; la fattura e le segnature di questo registro sono diverse dalle altre canne Bolognini e si possono attribuire alla scuola dei Fedrigotti).

La seconda "fase creativa", è come sappiamo, quella del 1819 di Giovanni e Francesco Bossi. A questi organari si attribuiscono: parte delle canne in metallo del principale di 16, le canne quelle in legno dei contrabassi , i rinforzi di otto, i rinforzi in duodecima, la flutta soprani, i corni otto piedi, il flagioletto bassi, le tre file di cornetto, la viola bassi di 4 piedi (in fase di restauro è stato necessario ricostruire questo registro, poiché l’originale era stato sostituito nel novecento con un analogo registro di fabbricazione industriale) e tutto il completamento delle file di canne nei soprani da 45 a 50 note.

L'ultimo rifacimento importante, come già detto, è quello operato da Angelo e Aurelio Bossi del 1845\46, ed è anche quello che diede allo strumento la fisionomia che, a parte qualche piccola modifica, ancora oggi abbiamo.
A questi appartengono: i registri timballi e bombarde con relativi somieri, il corno inglese e l'ottavino soprani, il fagotto bassi, la tromba soprani, il violoncello bassi, oltre che l’ aggiunta dei campanelli e della banda militare (gran cassa, sistro, piatti allo smontaggio non presenti fatta eccezione per lo scheletro della gran cassa).

A conclusione del restauro, ognuna delle 1183 canne di metallo e delle 79 canne di legno che compongono l’organo di Vilminore di Scalve, è entrata a far parte di un archivio storico elaborato su Excel 2000. Di ogni canna sono state rilevate:

Disposizione fonica a restauro ultimato

CAMPANELLI
CORNETTO
CORNETTO
FLAUTO IN DUODECIMA
FAGOTTO BASSI
TROMBA SOPRANI
VIOLONCELLO BASSI
CORNO INGLESE SOPRANI
VIOLA BASSI
FLUTTA SOPRANI
CORNI DA CACCIA
FLAGIOLETTO BASSI
OTTAVINO SOPRANI
VOCE UMANA
CONTRABASSI



PRINCIPALE 16 BASSI
PRINCIPALE 16 SOPRANI
PRINCIPALE 8 BASSI
PRINCIPALE 8 SOPRANI
OTTAVA 4
OTTAVA 4
DUODECIMA
QUINTADECIMA (doppia)
DECIMANONA (doppia)
VIGESIMASECONDA (doppia)
VIGESIMASESTA (doppia)
VIGESIMANONA (doppia)
SESQUIALTERA
TIMBALLI
BOMBARDA

Il corista è 441 Hz a 18 C°.
La pressione è di 46 mm in colonna d’ acqua.
Il temperamento è leggermente inequabile.
Il numero totale delle canne è: 1262


Pietro Corna