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L’organo Luca Neri 1647 della Collegiata di S. Nicolò in Collescipoli (Terni)

Scheda descrittiva
A cura dell’organaro Pietro Corna

Autore e data

L’organo della Collegiata di S. Nicolò, a seguito di una ricerca di archivio del 1994 fu attribuito a Cristofano Fontana, organaro proveniente da Roma, che verso la fine del 1600 si stabilì a Terni. La documentazione attesta lavori sull’organo della Collegiata di S. Nicolò a partire dal 1712.
Si tratta perlopiù di fatture di pagamento per lavori effettuati all’organo, che vanno da gennaio 1712 a febbraio 1713 in modo continuativo, poi proseguono in maniera discontinua fino al 1722, ed indicano pagamenti di poco conto per un totale che non supera i 65 scudi. Questa cifra, piuttosto bassa non è sufficiente a giustificare la costruzione di un nuovo organo, inoltre da una attenta lettura si può intuire che l’organaro con tutta probabilità stava lavorando ad un organo già esistente.
Ad oggi, questo sarebbe l’unico organo realizzato da Fontana, di lui infatti le fonti ci parlano esclusivamente di lavori di restauro e manutenzione.

Per l’organo della Collegiata di S. Nicolò, la qualità dei manufatti, fin da subito evidente, faceva pensare ad uno strumento realizzato da un grande organaro, così come la coerenza stilistica complessiva del somiere, delle canne di metallo e della tastiera erano senz’altro il frutto di un'unica mano.

Finalmente verso la fine dei lavori di restauro, è stato possibile, almeno in parte, dare una risposta ai tanti quesiti sorti. Sulla nota FA 1 del principale di facciata, è stata rinvenuta la data 1647 incisa sul retro della tuba a circa metà altezza.
Questo importante ritrovamento è servito soprattutto a dirottare l’attenzione e le ricerche, in raffronto agli organari attivi in quel periodo nel centro Italia, ed in particolare nel Ternano. In questo modo si è arrivati alla seguente conclusione: moltissimi elementi costruttivi, la fattura delle canne, la disposizione delle note sul somiere, i modiglioni e le misure dei tasti della tastiera, alcune caratteristiche del somiere, hanno una straordinaria analogia con l’organo costruito da Luca Neri da Leonessa nel 1650, per l’oratorio di S. Antonio da Padova a
Laquila, di recente restaurato.

Questi elementi ci hanno indotto a pensare che l’organo di S. Nicolò siastato costruito proprio da questo grande organaro, che, particolare non indifferente,proprio in quegli anni si era stabilito a Terni in seguito alle numerose commesseavute nella zona, ricordiamo fra tutte, quella del monumentale organo per laCattedrale di Terni che fu realizzato negli anni 1645/46.

Si deve infine segnalare, che l’organo venne restaurato nel 1831 da AlderanoConte Spada e figli e che in tale occasione venne aggiunto il registro dellatromba.
Un altro intervento, probabilmente solo di manutenzione venne effettuato nell’anno1885 da Antonio Bonato Veneto.

L’ organo è collocato sopra una balconata, sul portale d’ingresso.La cantoria è in legno, mistilinea, è elemento autonomo applicataalla parete; il prospetto è a tre campi con profilo piatto; arricchitada fregi intagliati e dorati con funzione di ornamento e di sostegno delle cannedi facciata.
Un elemento degno di nota, riguarda il vano interno dove è collocato l’organo.Ad una analisi attenta non sfugge che le misure del somiere senza conteggiarela stecca aggiunta per il registro della tromba, rimangono perfettamente entroi limiti del muro perimetrale della chiesa.
Questo fa pensare a un successivo arretramento della cella organaria per farposto al registro dei contrabbassi di cui l’organo seicentesco era sprovvisto.

Questo lavoro potrebbe essere stato effettuato nel 1712 dall’organaro CristofanoFontana. Così le note di pagamento:
“Adì 28 maggio cinque lib. di salami, per quando si mura e si accomodal’organo. S.0,45.
Adì 2 luglio per intiera opera di muratore per fare posto del organo etimbiancare la chiesa dalli scaloni in giù… S. 5,05.
Adì 30 luglio per aver fatto portare da Terni qui li contra bassi perl’organo S.0’10”

La mostra di facciata è costituita da 25 canne allineate e disposte acuspide su tre campi distinti ( 9 – 7 – 9 ), la canna maggiore è ilDo1 (di 8 piedi), il labbro superiore è a mitria alta e profilata e lebocche allineate.
Tastiera unica, incorporata nella cassa avente 45 tasti, in bosso e quercia tinta,(estensione DO 1 – DO 5) frontalini dei tasti con lavorazione a chiocciola,modiglioni laterali finemente intagliati in legno di noce.
Proprio la lavorazione tipicamente seicentesca dei capotasti, e la misura dellostchmafb della tastiera, fin dall’inizio hanno fatto presupporre una datazionepiù antica, rispetto quella settecentesca attribuita prima del restauro.
Pedaliera di 9 tasti, in sesta (Do1 – Do2) costantemente unita alla tastieratramite fettucce di stoffa e, al somiere del registro Contrabbassi 16 tappato,tramite catenacciatura.
Trasmissione al somiere maestro: a leva sospesa, catenacci in ferro battuto ancoratimediante strangoli in ottone su tavola di pioppo. La numerazione è progressiva(+ – 45) scritta a china.
Trasmissione della basseria: attraverso due catenacciature (una è stataricostruita nel restauro perché mancante), con le medesime caratteristichedi quella per il somiere maestro.

Registri
Disposti su due colonne, a destra della tastiera, tiranti a pomello in legnodi noce finemente torniti. Le diciture di registro sono di nuova fattura su cartiglioa stampa.

Disposizione fonica
Tromba 8’ ( di nuova costruzione su modello di Alderano Spada)
Principale 8’
Ottava 4’
Quintadecima
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta evigesimanona
Tiratutti (dall’ottava)





Flauto traverso
Flauto in XII
Voce umana sop.

Accessori
Tre pomelli posti sotto la facciata a sinistra, azionano rispettivamente:
Tamburo (2 canne) - Passero - Usignolo
Il tamburo è azionabile anche tramite pedale a fianco della pedaliera.

Tutte le ricostruzioni ex novo effettuate durante i restauri, sono state compiute nel rispetto di stratificazioni storiche. Tutti i registri hanno estensione reale dal Do1 al DO 5 all’infuori del flauto traverso di 4 piedi che è reale dal Si1 (le prime sette note sono in comune con l’ottava), e della voce umana soprani, che parte dal Re3 determinando la spezzatura della tastiera tra il Do# e Re.

Nel restauro sono stati ricostruiti anche gli effetti degli Usignoli che sono posizionati sul tubo portavento vicino al tamburo.

Pressione del vento 54 mm. in colonna d’acqua.
Corista La 438 Hz a 16 Gradi centigradi.
Temperamento Mesotonico modificato.


Pietro Corna