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| Lorgano
Adeodato Bossi Urbani 1880 della Chiesa Parrocchiale di S. Bartolomeo
Ap. in Olera di Alzano Lombardo (Bg) |
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Il
paese di Olera, una piccola frazione nel comune di Alzano Lombardo nella
bassa Valle Seriana, a pochi chilometri dalla Citta di Bergamo, è un
borgo medioevale ricco di storia, arte e religione. Olera è caratteristica
per le sue case di pietra, l'una addossata all'altra, i suoi anditi,
le stradicciole in cui non passano auto, le sue gradinate che si snodano
tra angoli inconsueti, scalette di legno, pollai e portali che ci rivelano
la maestria dei tagliapietre locali.
La Chiesa Parrocchiale di Olera, dedicata a S. Bartolomeo Apostolo, è la
più grande ma non certamente la più antica. Tre sono infatti
le chiese presenti sul sui territorio, due delle quali molto vicine, aventi
la facciata sullo stesso sagrato.
La parrocchiale, eretta nel 1471 e successivamente ampliata, fra il 1874
e il 1870 (la struttura attuale è propria di questo periodo), la
Chiesa della SS. Trinità, contrapposta alla Parrocchiale e enfine
il santuario dedicato a San Rocco, al quale si arriva salendo a piedi attraverso
una mulattiera.
I tesori custoditi nelle Chiese di questo piccolo e affascinante borgo,
sono davvero pregevoli, i più importanti sono sicuramente: il magnifico
Polittico di Cima da Conegliano e unIcona Veneto-Cretese, custoditi
nella Parrocchiale.
Lorgano della Chiesa Parrocchiale di Olera (Bg) è opera di
uno dei più importanti costruttori dorgani nellottocento,
ovvero Adeodato Bossi Urbani.
Il materiale fonico di cui è costituito, è molto omogeneo
e quindi inequivocabilmente attribuibile alla bottega di Adeodato Bossi.
In realtà alcuni dettagli emersi durante il restauro, hanno anche
evidenziato la presenza di canne provenienti da un organo preesistente,
comunque perfettamente integrate, poiché sempre, della bottega Bossi,
costruite con le medesime caratteristiche, e addirittura con segnature
incise, di grafia molto simile.
A proposito della attribuzione e dei ritrovamenti sopraccitati, riporto
testualmente parte di una interessante ricerca darchivio effettuata
dal Dott. Piermaria Soglian, negli anni ottanta.
La Chiesa Parrocchiale di Olera era dotata di organo già nel1700,come
dimostrano i documenti di spesa conservati in archivio Parrocchiale. Non
se ne conosce il primo autore, ma non è improbabile unattribuzione
alla bottega dei Bossi, che fu chiamata più volte per lavori di
manutenzione: risultano dallo spesarlo della Ven.da Chiesa di olera.1735 1808 tre
interventi, uno di Angelo Bossi nel 1757 e Gerardo Missaglia,(collaboratore
dei Bossi) nel 1776 e nel 1777 (
) Dopo un rifacimento dei mantici
operato nel 1805 da Giuseppe Serassi, lo strumento abbisognava evidentemente
di altre riparazioni, tutto rovinato, e pieno di polvere e anche
rovinato dai sorcij:così lo giudicava Alberto Perolini da
Villa dOgna in una annotazione, probabilmente nel 1827,
anno in cui realizzò un complessivo restauro conservativo per la
cifra di £.150 Austriache.
Solo ventanni dopo un altro artigiano, Giovanni Zonca fu incaricato,
oltre che di lavori di riparazioni e pulizia, di ampliamento che prevedeva
il prolungamento della tastiera da 45 a 50 note, con laggiunta di
appositi somierini per le nuove canne, laggiunta di un Ottavino
di stagno fino e il potenziamento della basseria: i Contrabbassi
venivano portati a unottava intera mediante lapplicazione di
valvole e vi venivano aggiunte 5 canne di Rinforzi. Lopera fu svolta
nel 1847 e costò £. 700 austriache. Sebbene lautore
si dichiarasse allievo dei Serassi, e promettesse di lavorare come
usano li signnori Serassi e fornisse altresì la non usuale
garanzia di 10 anni, il risultato dovette essere poco convincente se due
anni dopo la Fabbriceria scriveva allo Zonca sollecitandolo ad apportare
le necessarie riparazioni, visto che abbisogna il nostro organo di
essere accomodato perché truovasi quasi inservibile.il Signor Maestro
Parolini, nostro organista mi ha dichiarato più volte se il nostro
organo non viene accomodato ricusa di venire a suonarlo. E il Parolini
(o Perolini?) pare abbia mantenuto la parola, se i pagamenti per le sue
prestazioni cessano nello stesso anno.
Lorgano comunque continuò a funzionare con un altro titolare,
M. Giuseppe Belotti, che risulta pagato fino al 1866; mancano invece notizie
almeno dal 1874 fino al 1880 e ciò dovrebbe corrispondere con i
lavori di ricostruzione della Chiesa, per la quale si richiedeva anche
il rinnovamento dellorgano.
La paternità di questo nuovo strumento è dichiarata delletichetta
sul frontalino: Ditta Fratelli Bossi Urbani / Bergamo cui è aggiunto
a matita 1880.(...) fu in effetti Adeodato Bossi Urbani, già settantatreenne,
a contrattare e dirigere i lavori, probabilmente in collaborazione con
il nipote Luigi Balicco Bossi, cui risulta affidata unaccordatura
nel 1888. (...) Ci resta pertanto lo stimolante dubbio se nellorgano
nuovo non siano state utilizzate canne più antiche.
In effetti le ipotesi portate avanti dal Soglian hanno trovato conferma
con il restauro da poco concluso. Le canne precedenti al 1880 conservate,
si limitano comunque a poche decine, concentrate perlopiù nella
basseria (canne in legno) e nel registro Principale 16 (in parte
in facciata costituito da canne di una ex Flutta Ottaviante con foro
armonico tappato).
La insolita datazione, scritta a matita sul cartiglio frontale della tastiera 1880,
risulta essere originale e la conferma di ciò ci è pervenuta
dal ritrovamento di alcuni ritagli di un giornale dellepoca allinterno
delle tube del Fagotto Bassi e sul retro dei cartigli dei registri. recanti
la data: 11 12 Dicembre 1879.
Il restauro da poco concluso, secondo una precisa logica di recupero storico
conservativa, in osservanza delle indicazioni fornite dagli esperti della
Soprintendenza Competente, è
stato effettuato, nel rispetto più scrupoloso delle parti originali
storiche e di tutti i dettagli costruttivi sia fonici che meccanici . Il
ripristino del quadro fonico originario ha previsto la ricostruzione, dei
registri asportati in epoca imprecisata: Corni da Caccia 16 Soprani,
con somiere separato per le prime 12 canne in legno e relativa meccanica
e Campanelli alla tastiera.
Scheda
Collocato nel Presbiterio, su cantoria in Cornu Evangeli entro
un apposito vano murario. Il fronte cassa e la balconata è di elegante
fattura con parte frontale artistica decorata e intagliata nello stile
neo gotico.
La facciata conta un totale di 31canne in lega di stagno, disposte in tre
cuspidi, ed appartengono, ai registri Principale 16 e Principale 8 Soprani.
Le bocche sono allineate con il tipico labbro superiore a mitria con croce
punzonata sulla canna maggiore.
La tastiera ha un estensione di 58 tasti (Do 1 La 5) con prima ottava
reale cromatica e spezzatura Bassi/soprani fra Si 2 e Do 3. I tasti diatonici
hanno le coperture in osso, quelli cromatici sono in ebano.
I capotasti e il frontalino sono originali in radica di noce con profili
intarsiati in legno Chiaro. Al centro del frontalino della tastiera vi è un
cartiglio (leggermente lacunoso nella parte destra), indicante: Ditta
Fratelli Bossi Urbani Bergamo
1880 (la data è scritta in matita)
La pedaliera originale a leggio di 22 pedali, da Do 1 a Mi 2 suonanti, i restanti
cinque pedali fungono da accessori ed azionano rispettivamente da sinistra:
Clarinetto Terzamano Ottavino Rollante Espressione
alla Voce Puerile.
I registri sono azionati mediante manette alla lombarda in apposita cartella
in noce con feritoie ad incastro.
Due staffe in legno, in basso a destra azionano il Tiratutti del Ripieno e la
Combinazione Libera
Lo strumento conserva ancora oggi i cartigli con le nomenclature dei registri
originali, Adeodato Bossi. Anche se lo stato di conservazione non è perfettamente
integro, il fatto costituisce un importante documento storico.
Disposizione fonica a lavori conclusi
CORNETTA
SOPRANI (2file)
FLAUTO IN OTTAVA SOPRANI
FAGOTTO ne BASSI
Ple16)VIOLONCELLO BASSI
TROMBA 8 SOPRANI
CLARINETTO SOPRANI
FLUTTA TRAVERSIERA
CORNI DA CACCIA (ricostruiti)
VIOLA BASSI
OTTAVINO SOPRANI
VOCE UMANA
TROMBONI ALLI PEDALI
ROMBO
TEZA MANO
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PRINCIPALE
16' BASSI (da 1 a 12 di 8ritornellante)
PRINCIPALE 16' SOPRANI
PRINCIPALE 8' BASSI (le prime 4 dal
PRINCIPALE SOPRANI
OTTAVA BASSI
OTTAVA SOPRANI
QUINTA DECIMA
DECIMA NONA
VIGESIMA SECONDA
VIGESIMA SESTA
VIGESIMA NONA
TRE DI RIPIENO
CONTRABASSI E RINFORZI
TIMBALLI ALLI PEDALI
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Sopra il leggio mediante pomolo a tiro:
CAMPANELLI (ricostruiti)
Sul fianco sinistro della tastiera, in posizione due pomoli a tiro azionano:
VOCE PUERILE
TREMOLO AL REGISTRO SOPRA
ILe canne di metallo e le canne in legno dellorgano Adeodato Bossi
Urbani di Olera, sono di eccellente fattura e, probabilmente grazie al
fatto che lorgano dalla sua costruzione ad oggi non ha mai subito
grossi interventi di restauro, si sono conservate in ottimo stato, soprattutto
non manomesse, nelle bocche e non tagliate alle estremità se non
in pochissimi casi.
Il restauro da poco concluso ne ha potuto mettere in evidenza le stupende
caratteristiche.
Alla fine dei lavori lo strumento si è rivelato in tutta la
sua bellezza, il timbro del Ripieno, stranamente privo della Duodecima,
e rinforzato nella prima ottava da ben 3 file aggiuntive, ha un suono puro,
e cristallino e si poggia maestoso su robusti contrabassi reali di 16,
le Ance hanno suono preciso, incisivo e penetrante.
Aiutato anche dalla felice acustica delledificio il suono dinsieme
risulta molto potente e ricco la tavolozza sonora è inoltre arricchita
dai colori sgargianti degli innumerevoli registri da concerto.
Numero totale generale delle canne 1054 (di cui 12 mute)
Pressione del vento: 45 mm in colonna dacqua
Corista: La 440 HZ a 19 gradi centigradi con il 65% di umidità
Temperamento: Leggermente inequabile
Pietro Corna
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