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L’organo Fra Damiano Damiani 1819 del Santuario Madonna del Buon Consiglio in Villa di Serio (Bg)

L’organo della Chiesa del Santuario di Villa di Serio (Bg), a seguito del ritrovamento di un cartiglio dietro al frontalino della tastiera, fu inizialmente attribuito all’organaro Egidio Sgritta, nipote di Giovanni Giudici, operante principalmente nelle province di Bergamo e Brescia nella seconda metà dell’ottocento. Allo smontaggio però è stata evidenziata la presenza di moltissime componenti, sia meccaniche che foniche di diversa provenienza e dissimili fra loro.
Elementi molto importanti come il somiere maestro e buona parte delle canne, mostravano una chiara fattura più antica.
Grazie all’osservazione attenta della componenti ma soprattutto al ritrovamento sulla nota Do 2 del Principale di facciata, (prima canna suonante), della scritta “Frate Cappuccino Damiano Damiani fece A’ D’ 1819” , e di una scritta a matita all’interno del mantice a lanterna: “Pansera Giuseppe fece l’anno 1903” , è stato possibile datare e collocare tutte le varie componenti dello strumento, secondo un ordine cronologico ben preciso, e di conseguenza organizzare i lavori di restauro.
La storia dell’organo del Santuario di Villa di serio si può cosi sintetizzare:

1) Anno 1819 l’organaro Frate Cappuccino Damiano Damiani, costruisce un nuovo organo su di una piccola cantoria, oggi non più esistente, nella antica chiesa (S. Maria dei Campi). Lo strumento aveva verosimilmente le seguenti caratteristiche:
-Tastiera di 50 tasti (Do 1 – Fa 5) con prima ottava scavezza
-Pedaliera di probabili 18 pedali (Do 1 La 2) con prima ottava scavezza
-Somiere principale a vento in legno di noce con i seguenti registri:

Principale Bassi
Principale Soprani
Principale II
Ottava
Quintadecima
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta
Vigesimanona
Fagotto Bassi
Tromba Soprani
Cornatta
Ottavino
Flauto in XII
Voce Umana
Viola 4 bassi
Flutta
Contrabassi e rinforzi

(1 – 8 in legno su somiere proprio. Dal Do 2 in facciata)

(da Do 2)









(Tre file)




(le prime 4 maggiori di 16’ piedi tappate)


2) Fra il 1870 e il 1880, l’organo si trova sempre nell’antico Santuario. Egidio Sgritta effettua i seguenti lavori di riforma e ampliamento:
- Sostituzione della primitiva tastiera di 50 tasti scavezza con una nuova tastiera con prima ottava distesa meccanicamente con estensione di 56 note (Do 1 – Sol 5)
-Sostituzione della vecchia pedaliera scavezza con una pedaliera, di probabili 18 pedali a leggio, ma con prima ottava distesa.
-Aggiunta dei campanelli alla tastiera
-Ampliamento del somiere maestro mediante l’aggiunta di due nuovi canali nella sezione acuta (Fa# 5 e Sol 5)
-Sostituzione del crivello di sostegno delle canne, e nuova disposizione dei registri sul somiere, con conseguente cambiamento della composizione fonica dell’organo.
Le modifiche vengono evidenziate in rosso:

Principale Bassi
Principale Soprani
Principale 16 Bassi
Principale 16 Sop.
Ottava Bassi
Ottava Soprani
Duodecima
Quintadecima
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta
Vigesimanona
Campanelli
Fagotto Bassi
Tromba Soprani
Cornatta
Ottavino
Voce Umana
Viola 4 bassi
Flutta
Contrabassi e rinforzi


(1 – 8 in legno su somiere proprio. Dal Do 2 in facciata)

(nuove 12 canne in legno su somiere proprio)
(ex principale II scalato di un’ottava)

(modifica dei pettini onde ottenere la suddivisione Bassi Soprani)
(Al posto del Flauto in XII)








(Tre file)




(modifica del somiere e della meccanica, aggiunta di 3 valvole alle canne maggiori, per ottenere 12 semitoni)


3) fra la fine dell’ottocento e in primi anni del novecento, viene intrapresa la costruzione di una nuova Chiesa per il Santuario. Il nuovo santuario della Madonna del Buon Consiglio viene consacrato nell’anno 1904.
Fra i vari “arredi” che dall’antica chiesa vengono trasferiti nella nuova sede vi è anche l’organo. Il lavoro, come attesta l’iscrizione di cui si è fatto precedentemente menzione, fu effettuato dall’organaro Giuseppe Pansera, figlio del più celebre Bortolo, ex collaboratore di Adeodato Bossi.
Oltre allo spostamento, e la disposizione di una nuova geometria interna all’organo e al completamento della facciata, mediante l’aggiunta di canne mute, le modifiche più importanti allo strumento furono:
-Aggiunta di un somiere “di recupero” per 12 nuove ottave di rinforzo al pedale.
-aggiunta di un somiere “di recupero” per un nuovo registro al pedale di Basso 8’ tappato.
-Aggiunta di un nuovo mantice di tipo Cummins, con tre pompe a manovella per il caricamento dell’aria.
-Aggiunta di un nuovo piccolo somiere per l’estensione reale della tastiera (primi 4 diesis), posto a lato del somiere maestro, completo di relative canne.


4) L’ultimo intervento in ordine di tempo avvenne nel 1937 ad opera di canuto Cornolti e Figli. Si trattò di una pulitura “riforma” che consistette in:
-Sostituzione della pedaliera
-Applicazione del motore elettrico ai mantici
-Sostituzione dei registro Viola Bassi 4’ e Ottavino Soprani con Gamba Bassi e Soprani
-Eliminazione dei Campanelli
-pulitura generale
Il restauro da poco concluso, secondo una precisa logica di recupero storico conservativa, in osservanza delle indicazioni fornite dagli esperti della Soprintendenza Competente, è stato effettuato nelle seguenti modalità:

1)

2)

3)

4)
5)
6)
Mantenimento dell’estensione cromatica – reale, delle note alla prima ottava della tastiera, tramite la conservazione e il restauro del piccolo somiere accessorio di autore anonimo, posto a lato del somiere maestro.
Ricostruzione, dei registri sostituiti e/o asportati nel 1937 da Cornolti: Ottavino Sop., Viola Bassi 4. Ricostruzione dei Campanelli alla tastiera, della relativa meccanica e relativi battenti.
Ricostruzione e sostituzione dell’attuale pedaliera Cornolti, di fattura novecentesca, con una pedaliera nello stile di Egidio Sgritta (scuola Serassi), di tipo a leggio, in legno massello di noce, avente 18 pedali (Do 1 – Mi b2 + 2 pedali accessori per il dispositivo di Terzamano e Rollante).
Mantenimento delle prime 4 canne a forma di cuspide del registro XII, come importante testimonianza del preesistente registro di flauto in Duodecima.
Riallungamento alla quota originaria di tutte le canne della Flutta Ottaviante, attualmente maldestramente tagliate a metà altezza.
Accantonamento delle 14 canne in lega di piombo e zinco, di fattura scadente presenti nel registro Principale 8’. In loro sostituzione realizzazione di 14 canne in lega di stagno, aventi caratteristiche costruttive diametri e percentuali di fusione delle canne Damiani superstiti, presenti nella parte acuta .
Mantenimento e restauro di tutti i somieri accessori di ex timballo, adattati a funzione di Basso di 8’Piedi e Ottave di rinforzo ai Contrabbassi, nonché di tutte le relative canne in legno esistenti.

Alla fine dell’attuale restauro, dopo l’asportazione delle stratificazioni Cornolti 1937 e la ricostruzione delle parti mancanti, l’organo presenta la seguente fisionomia:

Consolle a finestra composta da una tastiera (originale Sgritta) osso ebano, di 56 tasti, (Do1- Sol 5), con I° ottava cromatica e spezzatura Bassi/soprani fra Si 2 e Do 3. Pedaliera (ricostruita) a leggio, di 18 tasti, (Do1 – Fa 2), di cui gli ultimi due pedali accessori per l’azionamento di Terzamano e Rollante.
Registri azionati mediante manette alla lombarda.

Disposizione fonica a lavori conclusi

CAMPANELLI (ricostruiti)
TROMBA BASSI
TROMBA SOPRANI
VIOLA 4 BASSI (ricostruita)
OTTAVINO (ricostruito)
FLUTTA SOPRANI
CORNETTO (3 file)
VOCE UMANA
BASSI 8 (pedale)
TERZANANO

PRINCIPALE 16 BASSI
PRINCIPALE 16 SOPRANI

PRINCIPALE 8 BASSI
PRINCIPALE 8 SOPRANI
OTTAVA BASSI
OTTAVA SOPRANI
DUODECIMA
QUINTADECIMA
DECIMANONA
TRE DI RIPIENO CONTRABASSI E RINFORZI


Collocazione e prospetto

L’organo del Santuario di Villa di Serio è attualmente posto su cantoria in legno in “cornu epistolae”, entro una elegante cassa lignea incassata nel muro, con parte frontale artistica decorata e intagliata nello stile neo gotico; caratteristica presente in tutto il nuovo edificio.
La facciata conta un totale di 25 canne a vista, + altre 10 canne non visibili, poste sul trasporto dietro le lesene. Le suonanti sono solamente 12 note corrispondenti alla seconda ottava del Principale di 8’ bassi (Do 2 – Si 2). Le 9 canne maggiori della campata centrale (epoca 1903) e le 14 canne dei campi laterali (nuove ricostruite nell’attuale restauro) sono mute.
La lega di cui sono composte varia tra il 70% e l’80% di stagno.
Le bocche sono allineate con il tipico labbro superiore a mitria.
L’accordatura delle canne in facciata è al tondo con lunette.

Cassa Dell’organo

L’interno della cassa ove lo strumento è contenuto, è realizzata in legno d’abete con tavole di circa 2 cm di spessore. Nel corso dell’attuale restauro, onde evitare la caduta di sporcizia sopra le canne, alcuni volontari della parrocchia, hanno operato una accurata pulitura generale, si è provveduto inoltre a ricoprire la parte alta interna della cassa con nuove tavole d’abete maschiate, e a “isolare” la parte superiore esterna con guaina e tavole in legno.

Consolle

La tastiera ha un estensione di 56 tasti (Do 1 – Sol 5) con prima ottava reale cromatica, i tasti diatonici hanno le coperture in osso, quelli cromatici sono profilati in ebano.
I capotasti e il frontalino sono originali in radica di noce con profili intarsiati in legno più scuro. Al centro del frontalino della tastiera vi è un cartiglio indicante: Egidio Sgritta Bergamo
La pedaliera è stata ricostruita nel corso del restauro secondo il modello e le misure della pedaliera dell’organo Serassi di Songavazzo (Bg).
Ha una estensione reale distesa di 18 pedali (Do 1 – Fa 2) di cui 16 suonanti e 2 acessori per il terzamano e il rollo. È costruita in legno di noce, ed è a leggio.
Il comando dei registri è del tipo a manette ad incastro in apposita cartella in noce posta a destra della tastiera, dove pure trovano posto i due pedaloni accessori del Tiratutti ripieno e la Combinazione libera alla lombarda. Le manette in noce hanno le tipiche zigrinature “scuola Serassi”; le diciture di registro sono nuove su cartoncino a stampa .
Sopra la pedaliera vi sono 3 pedaletti accessori che, a lavori di restauro conclusi, azionano rispettivamente da sinistra: Tasto Pedale – Mezzoforte – Tromba

Somiere maestro e somieri accessori

Il somiere maestro, (originario somiere Damiani 1819 modificato da Sgritta) è del tipo a vento conta 18 pettini. Separatori, montanti, coperchi e pettini sono costruiti in solido legno di noce scuro. I ventilabri sono in legno di abete Le coperte inferiori sono state riportate come nella costituite da strisce di pelle bianca d’agnello.

Le coperte superiori dei canali sono costituite da strisce di pelle con coperture a secco in noce sovrapposte, (tutte ricostruite nell’attuale restauro.
Il somiere conta 52 canali di cui 50 originali e 2 aggiunti da Sgritta sul lato destro. Anche tutti i pettini sono di conseguenza allungati all’estremità mediante una pare aggiunta sempre in legno di noce.

I somieri accessori sono sei e corrispondono ai seguenti registri:


- CONTRABBASSI 16 (somiere Damiani, composto da 4 canne tappate e 7 reali modificato da Sgritta)
- RINFORZI di 8’ (aggiunta Pansera, somiere ex timballo con 12 rinforzi realizzati mediante allungamento di canne di timballo).
- PRINCIPALE 16’ (aggiunta Sgritta, 12 canne di misura di 8 piedi sull’ordine di 16)
- PRINCIPALE 8’ I° ottava (originale somiere Damiani 1819 costituito da 8 canne in legno originariamente “pipate”)
- BASSO 8’ ( aggiunta Pansera, ex somiere adattato e 12 canne di timballo tagliate e tappate)
- SOMIERE PRIMI 4 DIESIS (aggiunta Pansera, somierino a vento con 4 canali recante i 4 # dei registri nella sezione bassi..

Crivello
Il crivello di sostegno del somiere principale è in catone grigio con spessore di circa 3 mm. Il telaio portante in abete.

Mantici
La manticeria è posta sul retro della cella organaria in una grande stanza attigua. E' composta da due mantici di tipo a cuneo, provenienti dall’originale organo Damiani e da un grande mantice a lanterna o cummins, provvisto di tre pompe con manovella a collo d’oca per il caricamento manuale dell’organo, realizzato dall’organaro Pansera Giuseppe in occasione dello spostamento dell’organo nella nuova sede.

Canne
Le canne di metallo e le canne in legno, alla fine dei lavori di restauro, come ampiamente già scritto, si possono grosso modo accomunare in tre tipologie costruttive. la prima, e anche la più consistente di numero è quella proveniente dal primitivo autore Damiano Damiani, che costituisce quasi l’ottanta per cento di tutto il materiale fonico.
Il secondo gruppo è costituito dalle canne aggiunte da Egidio Sgritta nel suo intervento della seconda metà dell’ottocento.
Infine vi sono le canne di nuova costruzione reintegrate dallo scrivente nell’attuale restauro mediante l’utilizzo di misure e percentuali di fusione rilevati dall’organo di Brembate Sopra (Bg) e dal Serassi di Songavazzo (Bg).
L’intervento di spostamento operato da Pansera, non annovera che pochissime canne perlopiù in legno, ma anche in questo, caso si tratta di canne di diversa tipologia, sicuramente provenienti da altri organi.
Il fatto che vi sia un nucleo molto consistente di canne Damiani, rende comunque la sonorità dello strumento molto omogenea, ben definita e compatta.
Le canne Damiani sono di ottima fattura e sono realizzate, a seconda del tipo di registro, con diverse leghe di piombo e stagno. 25 % circa, per tutte le canne della piramide del Ripieno e lega di circa 80% di stagno per Ottavino Flutta e Cornetti. Le saldature, sono fini e ben fatte.
Le misure utilizzate nei tagli sono e negli smussi delle bocce sono molto simili nella forma alla tipologia lavorativa dei Serassi, ma spesso di differenziano nello scalare di diametri.

Numero totale generale delle canne
Numero totale canne di metallo
Numero totale canne in legno
Numero totale canne ricostruite nel restauro:
Numero totale canne allungate nel restauro:

765 (di cui 22 mute)
706
59
69
65


Pressione del vento: 46 mm in colonna d’acqua
Corista: La 453 HZ a 14 gradi centigradi con il 65% di umidità
Temperamento: Equabile
Data di inizio lavori: 05 MARZO 2007. Fine lavori 10 Aprile 2008

Ditta restauratrice: Pietro Corna – costruzione e restauro organi a canne
Casnigo (Bergamo).
Collaboratori della ditta: Nicola Ruggeri, Patrizia Bonardi.


Pietro Corna