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2010/11 Link Intervista a Pietro Corna |
Descrizione dell’organo
L’organo della Chiesa dei Santi Michele e Magno di Roma viene con quasi assoluta certezza attribuito alla mano dell’organaro tirolese Johannes Conradus Verle.
La sua costruzione è databile intorno alla metà del XVIII secolo.
Non è purtroppo ancora possibile dare all’organo una paternità e una datazione certa, in quanto ad oggi non è stato ancora rinvenuto un documento che effettivamente che ne certifichi l’autenticità, ma certamente la “lettura degli elementi” che durante i restauri è stato possibile effettuare: Somiere, canne, tastiera etc. non lasciano dubbi.
Inoltre non va sottovalutato un fatto importante, cioè la scoperta, tramite una approfondita ricerca (tuttora in corso) presso gli archivi contabili vaticani, di un atto di passaggio di proprietà, che attesta intorno al 1850 il trasferimento dell’organo dalla Cappella del Coro della Basilica di S. Pietro, alla chiesa di SS. Michele e Magno.
Il fatto che prima di questa data l’organo si trovasse nientemeno che nella Basilica di S. Pietro, se non altro testimonia l’assoluto pregio artistico dello strumento stesso.
Oggi l’organo si trova collocato sopra il portale di ingresso della chiesa su di un ampia cantoria; la cassa che lo contiene è solo in parte originale in quanto adattata ad un vano murario preesistente.
L’organo si configura con un impianto di tipo barocco con disposizione dei registri secondo uno schema che si trova praticamente replicato, con piccole varianti per dimensione, in tutti gli organi di fattura Verlé:
Tastiera di 45 tasti in sesta, un principale con le canne di mostra in stagno e labbri superiori a scudo, prosecuzione della piramide con VIII, XV, XIX, XXII, XXVI separate e infine una fila tripla di Ripieno che replica di nuovo la XXII la XXVI con aggiunta della XXIX a formare un brillante Ripieno.
A contrapporre la suddetta piramide vi sono: l’immancabile Flauto 8 in legno di castagno con tappi sagomati, un Flauto in XII, un Cornetto a tre file soprani e un interessante e raro registro di Tromba 4 nei bassi, avente le tube in piombo martellato. Non vi sono registri di pedale e la pedaliera funge solo da tira tasti. Il Corista si attesta intorno a 415 Hz, quindi mezzo tono sotto il corista medio.
Disposizione dei registri a conclusione dei lavori:
Tre di Ripieno
Voce Umana
Vigesima sesta
Tromba bassi
Vigesima seconda
Cornetto soprani
Decima nona
Flauto in XII
Decima quinta
Flauto tappato
Ottava
Principale
Tiratutti
Lo strumento è dotato di una tastiera originale entro consolle a finestra.
Tastiera originale 45 tasti (Do1 – Do5) con prima ottava in sesta o scavezza.
Pedaliera originale, estensione 9 pedali (Do 1 – Do 2) scavezza.
Tutte le canne maggiori riportano la numerazione d’autore alfabetica, nello stile tipico tedesco e paesi nordici:
a – b – h – c – ci – D – Di – e – f – fi – g - gi
Numero totale delle canne 603
Di cui:
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Totale canne in metallo |
550 |
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Pressione del vento: |
63 mm in colonna d’acqua |
Data di inizio lavori 24/05/ 2010
Data di consegna lavori ultimati 08/04/ 2011
Ditta restauratrice: Pietro Corna – costruzione e restauro organi a canne
Casnigo (Bergamo).
Collaboratori della ditta: Nicola Ruggeri, Domenico Bonetti, Nicola Nozza, Patrizia Bonardi.
Pietro Corna

